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Martedì 30 Dicembre 2008

Nella seconda metà degli anni ’50, a seguito della costruzione della diga foranea Sud, si apre un confronto sull’opportunità di dotare la città di Ravenna di una struttura per il diporto turistico.

Agli inizi degli anni ’90 viene costituito per iniziativa pubblica un consorzio con la presenza di operatori locali privati.

Nel 1994, la società Seaser si aggiudica la definizione del progetto e la realizzazione del porto turistico di Ravenna. Incarica l’ Arch. Bruno Mainardi di definire il progetto urbanistico e il porto turistico assume la denominazione di “Marinara”.

Nel 1998 la variante urbanistica proposta dall’amministrazione comunale, per la riqualificazione del territorio di Marina di Ravenna e per la qualificazione dell’offerta turistica, diventa parte integrante del piano regolatore predisposto dall’autorità portuale. Dal punto di vista urbanistico, il progetto realizza una completa integrazione tra l’assetto urbano esistente e la nuova struttura e prevede che le attività commerciali e ricreative, gli spazi per le associazioni sportive, la club house, i circoli nautici, i parcheggi, siano aree aperte e disponibili alla città. Dal punto di vista architettonico, il carattere distintivo del progetto viene realizzato attraverso la costruzione di fabbricati omogenei tra loro, differenti per materiali utilizzati: il legno ed il mattone, i colori: semplici e tradizionali, con un richiamo, nelle forme, ai capanni del mare e alle strutture precarie sulle spiagge.

Nel 2002, si concludono le procedure amministrative dell’autorità centrale, Ministero dell’Ambiente e Autorità Portuale, con le osservazioni definitive al progetto presentato.

Nel 2004 viene approvato il progetto definitivo.

Nel 2005, viene rilasciata la concessione demaniale e tutte le autorizzazioni per il completamento dei lavori a terra.